Naka Akira

Nato nel 1959, Akira Naka ha conosciuto per la prima volta il mondo del Bondage giapponese all’età di 30 anni, quando ha scoperto la classe di studio (comunemente nota come ‘Kinbiken’) del maestro Chimuo Nureki. Nel momento in cui guardò il maestro al lavoro, si trovò attratto sempre più in profondità dalla sensualità affascinante fino a quando ha avuto un’illuminiazione “Questo è ciò a cui voleva dedicare la sua vita” e Si iscrisse immediatamente.
Da quel giorno, Naka si è dedicato a seguire il sentiero del maestro Nureki.
Si è impegnato per la precisione e l’accuratezza di questo stile formale di bondage.
Naka ha anche evoluto un suo stile “Semenawa: the art of AkiraNaka”, chiamata ‘Naka-Ryu style”, destinato a aprire nuove strade nel bondage della bellezza e della tortura.
Per questo motivo, lo chiama ‘Aesthetic Torture Bondage’ (MURU-ZOU) e nel marzo del 2008 ha fondato il ‘MURU-ZOU Group – Akira Naka Bondage Association’, che si è ulteriormente evoluto e approfondito attraverso i suoi confortevoli spettacoli dal vivo.
Naka collabora spesso con le compagnie cinematografiche CineMagic e Dogma, dove collabora con il famoso regista Tojiro.
In arte, lavora alla serie ‘Nawa-Etsu’ con il gruppo; MURU-ZOU’ mentre nel mondo della fotografia lavora con il fotografo di bondage Norio Sugiura.
Si esibisce continuamente anche dal vivo.

Intervista ad Akira Naka:

Come sei diventato un Kinbakushi?

Avevo circa trent’anni quando mi sono avvicinato a questo mondo. Sono quel che sono grazie a un incontro con il mio maestro, Chimuo Nureki. Al tempo ero amministratore delegato di una compagnia inserita nell’industria dei film per adulti e quando ho scoperto che una delle nostre modelle sarebbe apparsa in un video sadomaso, mi sono preoccupato e sono corso sul luogo. La persona che stava legando la nostra modella era proprio Chimuo Nureki! Ero sbalordito.

Non ero mai stato interessato al bondage, lo reputavo l’ennesimo giochino S&M. Il bondage di Master Nureki invece era un’arte. E la sua tecnica! Legava in maniera fluida e senza interruzione. Nonostante a quei tempi non capissi il processo, mi chiedevo come riuscisse a legare qualcuno in quel modo senza sforzo.

Il maestro notò il mio interesse e mi invitò al suo incontro di gruppo sul Kinbaku. Ci andai. Da quel momento non saltai mai un incontro e presto mi fu reso possibile diventare un assistente. Dalle cure personali del maestro ho imparato tutto, dalla preparazione fino alla pulizia delle corde.

Non era il tipo che ti imboccava; come nel resto del mondo dell’artigianato giapponese, Nureki permetteva che lo si guardasse e in quel modo potevi apprendere le sue conoscenze. Dopo due anni iniziai a frequentare i suoi corsi e il maestro mi disse che potevo slegare per la prima volta. Ero eccitatissimo! È da qui che deriva il mio amore per il Kinbaku. Ero completamente rapito dalla sua bellezza e da allora il Kinbaku è stato tutta la mia vita.

Qual è la bellezza del legare qualcuno?

La sofferenza. È questa la bellezza del Kinbaku. La bellezza non proviene dalla violenza o la crudeltà o dal bloccare e calpestare il corpo femminile. La bellezza del bondage proviene dalla fiducia e dall’intesa che c’è tra le parti e la visione dell’altra parte che prova dolore per te.

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